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Uso vincente del focus

Scritto da Andrea Cannavacciuolo il 27 giugno 2012, in COACH to COACH
Uso vincente del focus

Durante un percorso di mental training, in occasione di una coaching mail con un importantissimo allenatore di pallacanestro ho utilizzato una storia ricavata ancora una volta da un interessante documentario.

L’oggetto della nostra sessione on-line erano i numerosissimi agenti esterni e interni che defocalizzavano l’attenzione e quindi disperdevano energie dal suo “core business” cioè la preparazione delle partite.

Inoltre, la sua squadra era impegnata su due fronti: il campionato nazionale e una competizione internazionale e gli risultava molto difficile destinare pari attenzioni e quindi risorse a entrambi gli impegni.

Una serie di interferenze esterne e interne stavano condizionando sensibilmente la qualità del lavoro del suo staff e il risultato era che la sua squadra riusciva ad essere performante solo su un fronte, nell’altro registrava delle prestazioni dagli esiti altalenanti.

La storia legata al documentario tracciò la “road map” che percorremmo in seguito nel nostro percorso di coaching.

Ecco uno stralcio di una mia mail:

Qualche giorno fa ho visto un documentario… un pescatore aborigeno si è immerso fino al fondo del mare, a diversi metri di profondità armato di una fiocina rudimentale a elastico. il suo obiettivo: l’unico pasto giornaliero, un pesce.

Ha incominciato a camminare in maniera sicura sul fondo vincendo senza sforzo le leggi fisiche che lo richiamavano verso l’alto.

I battiti del suo cuore sono diminuiti, la necessità di ossigeno si è come placata.

Il FOCUS, la certezza, chiarezza del risultato ha fatto si che lui, e quindi il suo fisico, distogliessero l’attenzione dal fatto di essere su un campo ostile in condizioni che erano molto più vantaggiose per il pesce.

La SUPERFOCALIZZAZIONE sull’obiettivo ha minimizzato le esigenze fisiologiche e ha convogliato ogni risorsa in funzione del risultato”.

L’aborigeno scelse e pescò esattamente l’esemplare che soddisfaceva le sue esigenze per poi tornare in superficie, risalire sulla canoa e riguadagnare la terra ferma.

Gli ostacoli, i limiti, le interferenze che distraevano il coach, facevano disperdere energie vitali a lui  e al suo staff sono paragonabili all’assenza di ossigeno, alla pressione dell’acqua, all’ ambiente molto più congeniale al pesce, la semplicità degli strumenti

L’attenzione del pescatore a ciò che era prioritario (nel suo caso vitale) ha convogliato magicamente tutte le energie verso l’obiettivo; gli ostacoli per quanto oggettivi hanno perso intensità e non hanno interferito nella qualità ed efficacia della sua prestazione; sono stati più facili da gestire, hanno richiesto poco sforzo e proporzionali energie.

Talvolta “violentare” la tendenza ad enfatizzare limiti e ostacoli si rivela un comportamento estremamente produttivo, contribuisce fattivamente a alimentare le soluzioni e concorre alla elaborazione di un atteggiamento vincente.

Richie McCaw, il rugbista più forte del mondo, capitano, ha trascinato i mitici all blacks neozelandesi alla vittoria della finale dei campionati del mondo giocando con un PIEDE ROTTO. Ha isolato nella sua testa la frattura e il dolore si è concentrato solo su quello che poteva fare e sul come farlo.

Il 18 Novembre 1995 uno dei violinisti più virtuosi al mondo Itzhak Pearlman suona al Lincoln Centre di New York. Dopo qualche minuto una delle 4 corde del suo preziosissimo violino si rompe.

Pearlman chiude gli occhi e dopo qualche attimo riprende a suonare. Interpreta una delle performance definita “sublime”, passata alla storia. Avrebbe potuto cambiarlo ma ha deciso di “fare arte con quello che gli era rimasto” come ha sommessamente dichiarato dopo un applauso che sembrava interminabile.

Kyle Hines, giocatore di basket eroe del college ignorato in USA perché 196 cm e una regola non scritta “dice” che per essere un pivot, il suo ruolo, bisogna essere minimo 2 metri.

Il mio amico Kyle si è focalizzato sul resto dei suoi talenti, è venuto in Europa iniziando dalla seconda lega italiana, il 13 Maggio ha vinto la FINALE DI EUROLEGA! Dopo essere stato MVP dei quarti di finale.

Appena tornato ad Atene con la sua squadra ha vinto il campionato nazionale.

Torniamo al mio lavoro con l’allenatore:

Il passo successivo, la direzione di sviluppo era poi la PLURIFOCALIZZAZIONE, cioè come destinare uguali risorse ai due importantissimi obiettivi: campionato nazionale e coppa internazionale.

Primo step è stato quello di ottimizzare il tempo rendendo più efficace la comunicazione nella preparazione delle partite molto ravvicinate fra loro.

Per l’aspetto motivazionale è bastata una domanda (straordinario strumento per un coach):

“Un padre di 3 figli secondo te ama i figli 33,3% l’uno”

Lui: “No, 100% tutti!!”

Con gli OBIETTIVI funziona più o meno così :)

2 commenti a:
Uso vincente del focus

  1. giovedì 23 agosto 2012 alle 11:05
    Donatella

    Adoro le storie, mi piacciono le metafore e amo mie figlie ancora pù del 100%,se possibile… Bravo, coach! Un grande plauso!

    P.S. Sarò di parte? ;)

  2. giovedì 1 novembre 2012 alle 23:16
    cristian

    ciao!grazie mille per questo articolo che hai scritto,per queste idee che ci hai dato!sei un grande andrea,ti seguo sempre,cerco di trasmettere le tue idee nei miei miniatleti della fileni jesi settore minibasket.cerco di migliorare anche la mia personalità di istruttore minibasket regionale e poi quella di allenatore di sett giovanile grazie anche hai tuoi utili e preziose idee.grazie consolani cristian.mi farebbe molto piacere rivederti e scambiare idee con te kenny….speriamo al piu presto!un abbraccio forte!

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