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Il coaching e il caricabatterie

Scritto da Andrea Cannavacciuolo il 10 ottobre 2012, in Coaching, Life Coach, Motivazione
caricabatterie e coaching

Senza siamo perduti… altro che strategie di Coaching. :D

Fateci caso, oggi è sicuramente l’onnipresente, un oggetto indispensabile, vitale. A casa in macchina in borsa. Prenotiamo i ristoranti nei posti vicino alle prese di corrente, qualcuno si ferma in autogrill per ricaricare telefono e/o computer.

Anche noi esseri umani, alla stessa stregua dei nostri ormai indispensabili mezzi tecnologici, abbiamo costante necessità di rifornirci di energia attingendo da fonti esterne; il più delle volte però in maniera scomposta e da fonti dubbie.

Soprattutto siamo poco consapevoli di sprechi energetici che perpetriamo in continuazione.

Quali?

Analizziamone qualcuno diffuso e quotidiano.

Per esempio abbiamo l’attenzione spesso lontana nello spazio e nel tempo e siamo spesso preoccupati. Programmiamo spesso scenari apocalittici riguardo impegni eventi situazioni future sprecando energie nel presente.

Altrettanto di frequente siamo proiettati nel passato. Pensiamo e parliamo al passato, di errori, colpe… di cosa avremmo potuto, di come sarebbe stato se… tutte cose su cui non possiamo più fattivamente agire.

E tutto questo ORA!

Siamo spesso impegnati a schierarci con o contro qualcuno. Media e talk show ci invitano continuamente a votare pro o contro, colpevolisti o innocentisti. Diventiamo spesso soldati (non professionisti e non remunerati) di guerre e battaglie che sono lontanissime da noi…

Magari siamo vasai fabbri o scultori ma ci avanzano tempo e energie a mandare sms per votare una esclusione da un reality o inviare un consenso a riconfermare un giocatore in una squadra di calcio o ragionare sull’innocenza o la colpevolezza in un caso di omicidio…

“Grazie” a questi simpatici reiterati stimoli ansiogeni alleniamo, strutturiamo e oliamo un meccanismo legato al GIUDIZIO che oggi risulta allenatissimo sebbene ancestralmente concepito per sopravvivenza (cibo o minaccia?).

Talvolta dietro un rifiuto verso una persona o situazione legata a un giudizio negativo ci si preclude l’opportunità di attingere da fonti energetiche potentissime.

Durante un percorso di coaching con una persona che professionalmente era chiamata a delle performance che richiedevano una importante canalizzazione di energie e una forte focalizzazione in tempi brevi, avevamo rilevato la forte tendenza in tutti i contesti della sua quotidianità, a emettere giudizi spesso affrettati.

A etichettare come buono o cattivo, giusto o sbagliato… a erigere spessissimo dei muri intorno a se.

Abbiamo creato una strategia di lavoro per allargare il significato e l’utilizzo di questo meccanismo, trasformarlo in VALUTAZIONE e FUNZIONALITÁ.

Sia nello specifico dell’ambito professionale che nell’informale, aveva un programma di “allenamento” mirato a rilevare in persone, situazioni possibili fonti di energia funzionali agli obiettivi.

Uno scanner mentale atto a riscontrare punti in comune e possibili link con traguardi personali.

Uno dei suoi risultati più interessanti rilevati è stato, durante una performance di “violentare” il vecchio e strutturato schema interagendo con un collega che in passato considerava presuntuoso. Cambiando il punto di vista e il significato del suo comportamento.

Ha trasformato quella che reputava prepotenza in sicurezza e “modellarlo” in alcuni atteggiamenti si è rivelato estremamente utile, una  fonte di carica mentale ed emotiva.

Oggi queste due persone lavorano insieme a un ambiziosissimo progetto aziendale

C’è una bella storiella che racconta di alcune persone a bordo di una zattera al largo della costa brasiliana, che stavano per morire di sete. Non avevano idea che l’acqua su cui galleggiavano era dolce. Il fiume si riversava in mare con una forza tale da coprirlo per un paio di miglia, e quindi, nel punto in cui si trovavano, l’acqua era dolce. Solo che non lo sapevano. Uno dei naufraghi ha osato bere…

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