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Il coaching e la finestra di incertezza

Scritto da Francesco Fornaro il 13 giugno 2012, in Coaching
Utilizza il coaching per tracciare la tua rotta

Per questo mio articolo di esordio sul sito Ekis Coaching ho scelto un argomento che curo da molto tempo e che continua, giorno dopo giorno, ad incuriosire e affascinare, anche grazie alle attinenze che ha con il mental coaching e la capacità dell’individuo di crescere e migliorare.

L’idea che la vita dipenda dal caso non mi è mai suonata bene e in certi momenti è stata anche in grado di spaventarmi. Forse anche a te sarà venuto in mente, qualche volta, che se davvero esistesse un percorso predeterminato (se vuoi possiamo chiamarlo destino) nella nostra vita, la motivazione ad agire per cambiare ciò che non ci piace crollerebbe in un attimo. Infatti, perché combattere, impegnarsi, fare sacrifici, lottare, impiegare tempo e investire denaro nel crescere e migliorare… se tutto fosse già scritto?

Tanto varrebbe abbandonarsi agli eventi e lasciare che accada qualsiasi cosa.

Con il tempo mi sono reso conto che questa visione delle cose è deleteria e in certi casi anche dannosa perché è facilissimo, e anche logico, scivolare dal quel concetto ad un contesto di scuse, in cui tutto ciò che non riesci ad ottenere o cambiare nella tua vita non è sotto il tuo controllo. Non è destino, è impossibile, qualcosa me lo impedisce, non sono in grado… presta attenzione a quando ti dici cose di questo tenore, perché potrebbero significare che stai rinunciando ad una grande opportunità. (Utilizza in modo potenziante il tuo dialogo interiore).

Ora dimmi una cosa: se tu fossi il comandante di un veliero meraviglioso, una barca da sogno che solca l’oceano e con la quale puoi raggiungere qualsiasi meta… e se sapessi che quel veliero ti è stato donato ad una condizione ben precisa, cioè che ti è concesso un solo viaggio di cui neppure conosci la durata… che cosa faresti una volta a bordo? Lasceresti la barca in balìa delle onde sperando di toccare terra prima o poi? E saresti così ingenuo da credere di approdare in ogni caso in un luogo piacevole? Stiamo parlando di una metafora, ma ti chiedo di immedesimarti davvero nella scena, sapendo che il timone è lì davanti a te, riesci a sentirlo tra le tue mani e sai che hai le risorse per guidare la nave e che nessuna destinazione ti è preclusa. Prenderesti il comando oppure no?

Sembra scontata la risposta, eppure la maggior parte delle persone rinuncia a questa responsabilità e lascia che il timone sia libero di girare come vuole mandando la barca alla deriva. Oppure, cosa ancora più curiosa, chiede ad altri di guidarla al proprio posto.

Non è qui che voglio parlarti del perché molti scelgono questa via, perché il mio essere coach porta con sé la responsabilità di fornire soluzioni e idee pratiche per avere il meglio da questo viaggio. Non è importante perché alcuni rinunciano a dare alla propria vita una direzione precisa, ma come riuscire ad dare un senso e uno scopo agli eventi che viviamo. E vuoi sapere una cosa? Si tratta solo di allenamento (mentale) e di abitudine.

Con il tempo ho cominciato a notare attorno a me un fatto curioso. Non si può avere la pretesa di controllare ogni aspetto della propria esistenza perché è intrinseco nella vita un certo grado di incertezza. Anche la natura cambia ed evolve modificando di volta in volta minuscoli particolari, eseguendo continui esperimenti, leggerissime variazioni di traiettoria che solo dopo lungo tempo possono essere valutati. Anche la natura vive e si esprime tramite piccole finestre di incertezza. E credimi: da milioni di anni fa valanghe di errori. Sbaglia e impara. Nota che cosa funziona e si adatta. Noi stessi siamo il meraviglioso frutto di un numero incalcolabile di fallimenti ed errori. Siamo il risultato di un perfezionamento continuo che era imprevedibile.

Questo va accettato anche per gli esseri umani: non esiste modo di controllare tutto, così come non esiste un tutto che ti controlla. Ma questa equazione è fortemente sbilanciata verso noi stessi! La responsabilità di ciò che accade nella  vita è quasi interamente nostra, a parte l’incertezza di cui ti sto parlando.

Qual è il tuo ruolo in tutto questo? Logicamente, devi fare in modo che quella finestra sia più piccola e chiusa possibile. Perché quando ci riesci, allora puoi anche prevedere ciò che accadrà, hai sotto controllo i risultati di ciò che fai, puoi aggiustare la mira e agire più efficacemente in funzione dei tuoi obiettivi.

Se lasci spalancata la finestra di incertezza, potresti rendere vano ogni sforzo, perché l’influenza di ciò che non puoi controllare sarà determinante. Se invece afferri saldo il timone della tua nave, dai una spallata alla casualità e raggiungi una condizione di probabilità massima in cui ciò che vuoi è quantomeno dritto davanti a te, sai dove andare e sai come andarci, è probabile che accada. Ciò non significa che approderai sicuramente alla meta, ma di certo ci andrai molto più vicino di chiunque altro speri nell’effetto della deriva.

Non è più bello pensare alla tua vita in questi termini? Conosco ciò che di questo ragionamento può spaventare: la responsabilità che ti assumi diviene molto più grande. E’ certamente più facile lasciare andare tutto come deve andare e rinunciare a un compito così importante, ma questo ha un prezzo altissimo e, sinceramente, non credo che valga la pena pagarlo. Meglio agire consapevolmente e progettare continuamente il futuro, avendone la totale responsabilità: quando raggiungerai il traguardo festeggerai alla grande perché il tuo merito sarà massimo ed esclusivamente tuo.

Il coaching è un ottimo mezzo per acquisire responsabilità e controllo sugli eventi. L’atteggiamento mentale adatto ad affrontare alla grande le sfide della vita si può apprendere ed allenare. Personalmente, ho scelto e trasmetto a chi lavora con me la strategia che sto per mostrarti. Sicuramente conoscerai già l’importanza degli obiettivi e come è opportuno progettarli, così ti lascio qui gli altri spunti per aiutarti a gestire al meglio ciò che farai una volta cominciato il viaggio.

  • Scegli un ambito della tua vita che vuoi migliorare (lavoro, relazioni, denaro, salute, amore, forma fisica…).
  • Pensa a dove ti trovi adesso e a dove vuoi andare e scrivilo.
  • Chiediti e scrivi che cosa va assolutamente fatto per raggiungere la meta e crea il tuo piano d’azione.
  • Ora scrivi anche che cosa potrebbe impedirti di farcela. In questa lista, isola tutto ciò che puoi controllare direttamente. Sposta questi elementi nella prima lista e fai in modo che facciano parte del tuo piano d’azione. Quando hai finito, in questa lista deve rimanere solo ciò che non puoi in alcun modo controllare. Questo è il punto più importante della strategia, rileggilo bene fino a che non sei certo di avere capito e se ancora non fosse chiaro, lasciami un commento con la tua domanda. Quando termini questo punto devi essere assolutamente certo di avere fatto un buon lavoro.
  • In ciò che rimane della lista, adesso isola ciò che puoi influenzare. I tuoi comportamenti modificano l’ambiente e se qualcosa fa parte del tuo stesso ambiente, allora quel qualcosa può essere influenzato. Crea un piano d’azione parallelo in cui agirai per portare a tuo favore le probabilità di successo.
  • A questo punto dovresti rimanere con una lista di fattori che non puoi in alcun modo né controllare né influenzare. Se hai lavorato bene e con responsabilità, vedrai che qualsiasi sia il tuo obiettivo ci saranno al massimo due o tre voci rimanenti. Significa che tutto il resto è sotto il tuo controllo diretto o indiretto! Hai chiuso la finestra di incertezza al massimo livello possibile e non ti resta che goderti il viaggio. Potrebbe andare tutto liscio, o forse incontrerai un po’ di tempesta o qualche strumento a bordo smetterà di funzionare. Non puoi saperlo ora, salpa con la tua nave ed evita di preoccuparti prima del tempo. I problemi si affrontano quando ma soprattutto se si verificano.
  • Dedica ogni giorno 10 minuti a visualizzare il tuo obiettivo raggiunto. Concentrati particolarmente proprio su quei fattori che non puoi né controllare né influenzare e immagina che tutto andrà bene, esattamente come vuoi tu. Che tu ci creda o meno, questo porta a modificare la componente inconscia dei tuoi comportamenti in modo da allineare la tua persona agli obiettivi che ti sei prefissato.
  • *Bonus: se vuoi proprio esagerare, preparati anche piani d’azione alternativi che tengano in conto azioni di recupero nel caso in cui quei due o tre elementi di cui abbiamo parlato ti giocassero contro. Ma è improbabile che sentirai il bisogno di usarli! :)

Come ultimo spunto, ti lascio il più importante. Sii sempre completamente e assolutamente grato di ciò che sperimenti. La vita non è né bella né brutta perché non lo è nessun evento che la costituisce. Tutto dipende sempre dal significato che decidi di dare alle esperienze. Fai tua la consapevolezza di poter imparare da qualsiasi cosa accada.

Buon viaggio!

10 commenti a:
Il coaching e la finestra di incertezza

  1. giovedì 14 giugno 2012 alle 7:43
    Laura

    E bravo Francesco…seguo i tuoi consigli ormai da un po’ e devo dire che questo articolo è scritto davvero molto bene, è vero non possiamo controllare tutto, ma dare la colpa di ciò che non va come dovrebbe è totalmente inconcludente e non fa altro che allontanare le persone dai propri progetti, è vero la vita a volte riserva delle sorprese spiacevoli, ma sta a noi riuscire a superare le batoste ;-)

    • giovedì 14 giugno 2012 alle 7:51

      Ciao Laura,
      grazie, sposo in pieno le tue parole e ti sono grato per l’ulteriore spunto che mi dai, non avevo infatti ancora pensato all’effetto che un atteggiamento poco responsabile ha su chi ci affianca nelle sfide quotidiane.
      Riguardo le batoste, di certo siamo noi i primi a doverci “aiutare”, tieni poi presente che ogni evento ha il peso e il significato che decidi di dargli e, spesso, ci si complica la vita da soli quando in realtà tutto può essere molto più facile.
      Continua a seguirmi!
      A presto.

  2. giovedì 14 giugno 2012 alle 8:59

    Bellissimo articolo Francesco, molto motivante e cogli nel pieno di chi si trova in una fase di insoddisfazzione ma semplicemente perchè non sa dove andare e quale direzione far prendere alla sua vita.
    Complimenti ancora Francesco
    Un caro saluto

    Marco Ferraro

    • giovedì 14 giugno 2012 alle 10:12

      Ciao Marco,
      grazie per le tue parole. Spero di essere uno stimolo efficace per chi è in quella situazione! A presto.

  3. domenica 17 giugno 2012 alle 14:19

    Bellissimo!
    Questo articolo è come il COACHING: fuoco sotto la cenere.
    Può far “riprendere” la fiamma…
    Complimenti e Grazie
    Andrea Cannavacciuolo

    • domenica 17 giugno 2012 alle 17:16

      Ciao Andrea, grazie di cuore a te per le tue parole.
      Bellissima l’immagine che ci hai regalato e credo che renda bene l’idea di che cosa sia, in sostanza, il nostro meraviglioso lavoro.

      Grazie ancora.

  4. giovedì 28 giugno 2012 alle 8:37
    Giuseppe

    Bravo Francesco!
    Ogni volta che leggo i tuoi articoli penso di avere in qualche modo “sprecato” una parte della mia vita… soprattutto utilizzo i tuoi articoli per darmi l’incoraggiamento nei momenti più difficli.
    Grazie

    • giovedì 28 giugno 2012 alle 11:06

      Ciao Giuse,

      be’ che dire… grazie, soprattutto perché così ho altre conferme che ciò in cui credo è utile alle persone come te a migliorare la propria vita. Mi impegnerò perché sia così a lungo. Grazie ancora!

  5. venerdì 29 giugno 2012 alle 20:47

    Molto interessante!
    Logica,programmazione,sangue freddo,controllo, a servizio della “nave” in navigazione,metafora della vita di ciascuno di noi. Sempre. Soprattutto quando ci si trova incagliati su grossi “banchi di sabbia”.
    Grazie, per aver contribuito con questo articolo,a farmi pensare che, anche le grandi”secche” su cui ci andiamo ad arenare nella vita, con una buona “carta nautica”potrebbero non costituire più un problema per nessuno.
    Pat

    • sabato 30 giugno 2012 alle 17:22

      Ciao Patrizia,

      è vero, a volte nella vita “finiamo in secca” e far ripartire la nave richiede sforzi maggiori di quando si naviga in placide acque.
      Con un buon lavoro di preparazione mentale possiamo vantaggiosamente evitare di fermarci e risparmiare tempo e risorse, ma anche quando questo non accade… è importante e costruttivo ingegnarsi e tirare fuori il massimo da ciò che si ha per riprendere a correre!

      Grazie per il tuo commento e a presto.

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