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L’allenamento mentale per sviluppare pensiero creativo e sempre nuovi equilibri

Scritto da Tiziana De Martin il 21 novembre 2012, in Coaching, Eccellenza, Leadership, Life Coach, Motivazione
Cecilia Camellini un esempio di campionessa di allenamento mentale

Ricordati che hai sempre più di un’alternativa.. e se non c’è creala!

Potrei riassumere così gli insegnamenti e le conferme avute da episodi di questo ultimo periodo, alcuni nati da percorsi “ufficiali” di allenamento mentale, altri intrecciati a momenti di vita quotidiana con adolescenti da accompagnare nel loro percorso di crescita, adulti alle prese con le sfide di oggi e notizie di atleti di altissimo livello che cascano in errori immani, come il ricorso al doping, ed altri che affrontano da vincenti anche limiti apparentemente insormontabili posti loro dalla vita.

La bellezza del coaching è anche questa, è con noi in ogni momento, fa di ogni esperienza un’occasione di arricchimento e fa nascere spontanea la riflessione sulle dinamiche che guidano i nostri comportamenti.

C’è un aspetto che accomuna i momenti di grande difficoltà delle persone, indipendentemente dalle caratteristiche dei soggetti, dell’ambiente e della natura della sfida: la sensazione di essere imprigionati in una situazione senza soluzioni, il non vedere vie d’uscita, il dirsi “non ho altra scelta”.

Quando la sfida è ardita può apparire giustificato un atteggiamento prudente, se non addirittura di difesa o rassegnazione.

Quante fantastiche testimonianze profondamente opposte a questo modo di pensare ci circondano ed è anche da esse che possiamo trarre slancio per allenare costantemente l’abilità di creare alternative e nuovi equilibri di fronte a qualsiasi sfida.

Mi sono dedicata qualche momento per seguire le gare delle Paraolimpiadi e sento di dire solo “che ricchezza”!

Non c’è atleta che partecipi senza una storia degna del più alto concetto di allenamento mentale, il solo guardare insegna, ascoltare è una seduta di coaching gratuita e condividere le emozioni che esplodono da questo fantastico mondo di sport è un dono senza pari.

Onore ad un oro olimpico che ho avuto il piacere di assaporare in diretta e da lei, Cecilia Camellini, un grazie a tutti gli atleti che in questi giorni testimoniano grandissimi valori.

Capita che a volte se non siamo costantemente “solleticati” dalla vita, ci adagiamo e non esprimiamo il meglio di noi.

Siamo abituati ad essere come seduti all’interno dello scompartimento di un treno che viaggia di moto costante.

Tutto è sostanzialmente fermo nella sua posizione e solo se osservo al di fuori del mio attuale sistema di riferimento noto che la realtà è più complessa e ricca di quanto possa apparire limitando lo sguardo e le percezioni al “mio” attuale ambiente.

Il sistema mi trasmette la sensazione di non essere soggetto a forze esterne ed è invece proprio l’equilibrio delle forze che agiscono su di me a permettermi di percepire questo stato di quiete.

Appena qualcosa varia, appena una forza cambia intensità o direzione, mi accorgo di come il tutto contribuisse al mio stato.

Tendiamo ad abituarci a “stare bene” solo nel nostro scompartimento e solo quando il treno viaggia a velocità costante e a perdere il piacere e la voglia di assaporare anche le variazioni di velocità e a cercarle direttamente.

Quando poi capita che la frenata o l’accellerata sono imposte dall’esterno e con un’intensità importante, ci troviamo impreparati e non sempre in grado di gestire al meglio le nostre risorse per fronteggiare l’accaduto.

Immagino due bimbi in quello stesso scompartimento.

Entrambi scalpitano in un turbinio continuo di movimenti, espressione della gioia, dell’entusiasmo e dell’insaziabile innata curiosità che ci caratterizza soprattutto nei primi anni di vita.

Immagino anche, che ad uno dei due bimbi venga lasciata la libertà di scoprire e di scoprirsi all’interno di quel sistema, sempre comunque rispettando l’armonia del tutto e quindi di ogni persona presente, mentre all’altro venga detto di stare seduto bene, di non muoversi perché potrebbe cadere e farsi male, di guardare fisso avanti o al più fuori dal finestrino, di tenersi forte, di non osare tanto perché potrebbe non farcela.

L’allenamento mentale è anche questo.

E’ poter e voler essere quotidianamente quel bimbo cui viene lasciata la libertà di essere in pienezza quello che siamo, affamati e insaziabili bambini in cerca di stupore, novità, colore, visi, corse, salti, nel rispetto sempre dell’armonia del tutto e anche a rischio di qualche caduta, scoprendo quanti insegnamenti possiamo trarre anche da esse.

L’allenamento mentale è anche trasformare ogni sfida quotidiana, piccola o grande che sia, in un’occasione di:

  • sperimentazione di una visione allargata a tutto l’orizzonte;
  • ricerca del disequilibrio per scoprire ed allenare la nostra capacità di ritrovare l’equilibrio;
  • pratica della capacità di creare alternative;  
  • esercitazione quotidiana del muscolo della decisione;
  • scoperta ed espressione coerente della propria identità.

Lo sport è maestro anche in questo.

Un atleta è continuamente alla ricerca di un equilibrio ideale, tra nuove sfide e abilità acquisite, tra energie cui può attingere e forze che agiscono su di lui e sappiamo che spesso l’equilibrio è più una situazione dinamica che non statica.

Un atleta si trova costantemente su una tavoletta propriocettiva, sulla quale è fondamentale percepire ogni stimolo che il nostro corpo ci trasmette per comprendere e gestire in maniera ottimale i nostri cambiamenti e quelli derivanti dall’esterno.

Ascolto e uso attento di tutti i sensi, gestione calibrata e scelta attenta delle reazioni, movimenti essenziali, capacità di trasformare ogni modifica imposta al sistema in energia utile al mio equilibrio.   

Il segreto sta nell’usare a mio vantaggio la forza che agisce sul sistema e che, se lasciata agire senza essere incanalata, tenderebbe solo a rompere l’equilibrio esistente.

Il segreto sta nel trovare gioia ed entusiasmo nell’osare nuove posizioni per scoprire nuove strategie per recuperare l’equilibrio.

Il segreto sta nel percepire e vedere ogni cambiamento e ogni sfida come utili opportunità.

Da più discipline ci arrivano suggerimenti in questa direzione.

Dalla fisica dei corpi sappiamo che “Nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma”, nelle arti marziali e nell’aikido in particolare, è usuale utilizzare la forza dell’avversario a proprio vantaggio ed è quindi importante tenere sempre presente che, per sfruttare al meglio le energie che agiscono sul mio sistema è molto più efficace trasformarle in energie utili al mio obiettivo piuttosto che contrappormi ad esse.

Sto seguendo una ragazza che tra i suoi obiettivi si è posta quello di vivere con serenità i momenti che precedono le prove scolastiche e le gare sportive.

È una ragazza estremamente motivata a prepararsi sempre al meglio, i risultati sono sempre ottimi e tuttavia vive la “pressione pre-gara” come un’energia anche negativa, che la schiaccia e che la fa sentire pesante e goffa nel correre verso la sua meta.

Abbiamo lavorato non sul combattere questa energia, bensì sul trasformarla in “tensione verso”, in quell’energia che permette alla freccia scoccata di mirare al bersaglio, con la squisita e serena libertà di arrivarci anche solo magari vicino.

Ha scoperto che con questo nuovo stato d’animo, con queste nuove strategie e con questo nuovo “equilibrio fisico, mentale ed emozionale” non solo riesce a tendere il suo arco con meno fatica, ma anche la freccia vola con più precisione ancora.

All’inizio del nostro percorso questa ragazza pensava che “essendo fatta così” le strategie che utilizzava per affrontare le sue prove fossero le uniche a sua disposizione e l’idea di scoprirne delle altre non la sfiorava, anche perché, ottenendo degli splendidi risultati, viveva come accettabile il dover sopportare le non sempre belle sensazioni che provava nel “pre-gara”, con l’inevitabile rischio di perdere, con il passare del tempo, la motivazione.

Siamo la somma delle nostre abitudini e se molte di esse sono per noi efficaci, altre sono migliorabili ed altre ancora sono assolutamente da cambiare e per acquisire l’abilità di farlo in maniera naturale e poco dispendiosa dobbiamo allenarci.

Ci siamo divertite a “giocare” con i meccanismi che regolano l’equilibrio fisico-mente-cuore e una delle tappe del percorso è stata quella di scoprire, creare, inventare, modellare strategie diverse e nuove per gestire una stessa situazione.

Un primo passo è quello di alzare la testa, dirsi che c’è sempre un’alternativa e più di una, allargare lo sguardo e mettersi con tutta la ricchezza di risorse di cui disponiamo a cercare nuovi equilibri con la piena consapevolezza che saranno sempre e comunque equilibri dinamici.

Dovremmo fare nostra questa abitudine.

Allenare il pensiero creativo, sapendo di poter poi sempre rimanere fedeli alla nostra strategia se più efficace, ma con un triplo vantaggio:

  • aver rinforzato nella mente e nell’animo la consapevolezza che ci sono sempre alternative;
  • aver allenato l’abilità di scoprire e creare alternative, abilità che, al bisogno, ci ritroveremo allenata;
  • aver messo alla prova l’efficacia della nostra strategia.

Divertiti e felice allenamento!

1 commento a:
L’allenamento mentale per sviluppare pensiero creativo e sempre nuovi equilibri

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