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Le 10 competenze essenziali dei bravi genitori

Scritto da Luca Taverna il 20 maggio 2013, in Coaching, Eccellenza, Life Coach, Motivazione
Le 10 competenze essenziali dei bravi genitori

Sappiamo tutti che fare i genitori è uno dei “mestieri” più difficili al mondo.

Amazon (una delle più grandi librerie on-line del mondo) elenca un numero impressionante di libri sulle diete, più di 16.000. Ma le guide su come essere buoni genitori superano di gran lunga tale numero: ce ne sono infatti circa 40.000, compresi i libri che non fanno altro che valutare i consigli degli esperti, i quali spesso sono in conflitto tra di loro.

Perché c’è un tale caos quando si parla di genitorialità?

Probabilmente perché nessuno ci ha mai insegnato ad essere bravi genitori.

Sicuramente tu stai facendo un ottimo lavoro ma non puoi arrivare dappertutto.

Il ragazzo, soprattutto in età adolescenziale, ha delle zone d’ombra. Per capirci, dei vuoti che la sua crescita sta riempiendo. La famiglia è solo uno degli ambienti importanti nella sua vita; le amicizie, le esperienze che fa e soprattutto la comprensione e valutazione delle esperienze vanno via via riempiendo questi spazi vuoti.

Molto spesso si spera che tutto vada bene e che quello che circonda tuo figlio sia tutto positivo e che il ragazzo viva le esperienze della vita nella forma per lui più utile. Perché proprio le esperienze che vive, come lo è stato per noi, sono quelle che formano la sua indipendenza e autostima.

Ma come fare perché i ragazzi vivano in forma costruttiva le esperienze e le utilizzino positivamente per aumentare la loro autostima e indipendenza?

Prima di darti la risposta vorrei riportarti una recente ricerca su 2.000 soggetti, che ha determinato quali, tra le varie competenze, sono più importanti per la salute, la felicità e il successo dei ragazzi.

Vediamo assieme i primi tre punti, ai quali aggiungo degli spunti derivanti dall’esperienza con centinaia di ragazzi e genitori.

#1 Amore e affetto

Ovviamente è in cima alla lista. Ma come sempre, sapere una cosa è diversa dal saperla fare. I ragazzi si sentono amati soltanto se glielo si comunica in modo chiaro e diretto. Inoltre, sei sicuro di usare con tuo figlio un linguaggio che trasmetta amore, che rifletta la tua gioia nell’averlo al tuo fianco, che lo faccia sentire per davvero amato, rispettato ed apprezzato?

Oltre a quello che gli dici a parole è anche importante che tu trasmetta amore con il linguaggio del corpo con i gesti, gli sguardi, le espressioni facciali… perché i ragazzi hanno assolutamente bisogno del contatto fisico: abbracciali, accarezzali, baciali, gioca con loro, ridi con loro, ecc… Questo vale sia per i bambini che per i ragazzi “cresciutelli”.

È molto importante anche come “giudichiamo” le loro azioni: mai rimproverare nostro figlio agendo sulla sua personalità, ma solo mettendo in luce il suo comportamento sbagliato. Mi spiego meglio: c’è un’enorme differenza tra dire “sei uno sciocco!” e “hai fatto una sciocchezza“, quest’ultima sottolinea che il suo comportamento è stato sbagliato, ma che lui come persona vale sempre tantissimo e che la nostra stima per lui non è cambiata (anche le persone più intelligenti, a volte, commettono sciocchezze).

#2 Qualità del rapporto con il partner

I ragazzi dipendono da entrambi i genitori. Le relazioni che avranno con gli altri in buona parte verranno influenzate da quelle che hanno vissuto in famiglia. Anche in situazioni di genitorialità condivisa, in cui i genitori vivono separati, è fondamentale risolvere i conflitti fuori dalla vista dei ragazzi, non denigrare mai l’altro genitore, e così via.

# 3 Spingerli verso l’autonomia e l’indipendenza

Non te l’aspettavi questa eh :-D

È stato infatti dimostrato che incoraggiare i ragazzi a diventare indipendenti ed autonomi li aiuta ad essere maggiormente competenti nelle sfide che dovranno affrontare in futuro.

E quale è la “scuola” migliore dove lavorare sull’autostima e l’indipendenza se non le esperienze di vita?

Torniamo quindi alla domanda iniziale:

  • Come fare perché i ragazzi vivano in forma costruttiva le esperienze e le utilizzino positivamente per aumentare la loro autostima e indipendenza?

Questa è una domanda che per tantissimi anni ci hanno fatto i nostri clienti alla fine di ogni seminario/corso.

E quella immediatamente successiva era:

  • Voi avete corsi/seminari/programmi per i ragazzi?

Fino all’anno scorso non c’era… ma oggi ecco la nostra risposta:

SUMMER CAMP ‘13

http://www.ekiscoaching.it/summercamp/

 

Buon lavoro ed ecco la lista delle 10 competenze del “Bravo Genitore”:

  1. Amore e affetto.
  2. Qualità del rapporto con il partner.
  3. Spingerli verso l’autonomia e l’indipendenza.
  4. Capacità di gestire lo stress.
  5. L’educazione e l’istruzione.
  6. Pianificare il futuro (studi e stabilità economica).
  7. Gestione del comportamento attraverso l’uso di rinforzi positivi e di punizioni solo quando gli altri metodi hanno fallito.
  8. Uno stile di vita sano e fatto di buone abitudini ed esercizio fisico regolare.
  9. Supportare la spiritualità e la religiosità del bambino.
  10. Prendere le dovute precauzioni per la sicurezza del bambino, senza eccedere.

(Fonte: Scientific American Mind 2012)

12 commenti a:
Le 10 competenze essenziali dei bravi genitori

  1. martedì 21 maggio 2013 alle 8:14
    Lorena

    sono mamma di 2 splendidi ragazzi di 23 e 20 anni, io e mio marito, come penso tutti o la maggior parte dei genitori, abbiamo fatto del nostro meglio per permettere loro una crescita consapevole e responsabile, cercando di ampliare il campo della loro autostima, potenzialità e caratteristiche individuali, ma….. non sempre bastano le ns motivazioni e convinzioni personali, anche l’ambiente, e la percezione individuale dell’emozione scatenata dalla singola esperienza sono determinanti, sia per i ragazzi che per noi genitori. La formazione dei genitori E’ DETERMINANTE per guidare i ragazzi verso la piena consapevolezza della maestosità del loro SPLENDIDO ESSERE e delle loro potenzialità infinite. grazie per il vs aiuto.
    Lorena

  2. martedì 21 maggio 2013 alle 9:44
    Franco

    Bravo Luca.
    Io da genitore e insegnante vivo quotidianamente la relazione con i ragazzi. Riscontro che c’è un grande bisogno di ascolto e un grande bisogno di accettazione e rispetto per la loro rappresentazione del mondo e della realtà. Ciao Franco

  3. martedì 21 maggio 2013 alle 10:24
    luca

    Ciao Lorena,
    sono assolutamente d’accordo con quello che dici e sono convinto che sei una mamma eccezionale!!!
    Un abbraccio,
    Luca

  4. martedì 21 maggio 2013 alle 10:28
    luca

    Ciao Franco,

    grazie mille per il tuo commento. Si è vero…molto spesso i ragazzi hanno solo bisogno di essere ascoltati e rispettati per le loro idee!

    Un abbraccio,

    Luca

  5. mercoledì 22 maggio 2013 alle 7:31
    Gaia

    Ciao Luca, io non sono ancora genitore ma sto studiando per diventare insegnante e le parole che hai detto sono assolutamente condivisibili! Ritrovo tutto quello che hai detto nei libri che sto studiando ma anche nella mia esperienza di figlia e di sorella maggiore!
    Mi piacerebbe prendere spunto da quello che fate al summer camp per farne tesoro nella mia futura esperienza professionale. Grazie. Gaia

  6. mercoledì 22 maggio 2013 alle 14:41
    luca

    Grazie mille Gaia! Lavoro spesso con gli insegnanti e loro sono veramente molto importanti per i ragazzi…e fanno un lavoro straordinario! Sopratutto quando lo fanno con passione e si mettono in gioco costantemente!
    Contattami quando vuoi!
    Un abbraccio,
    Luca

  7. mercoledì 4 dicembre 2013 alle 14:38
    maria

    Ciao ,sono una mamma di due figli bellissimi ma in difficoltà con il ragazzo di 23 anni . Non ha motivazione alcuna nè per lo studio nè per il lavoro ,ha un diploma preso a fatica e sembra che la sola cosa sia giocare al compiuter la notte e dormire di giorno.Il mio rapporto con il marito è conflittuale per questo peso che sento da quando mio figlio aveva 10 anni.Tu hai ragione a dire che è importante avere una buona relazine tra i coniugi,siamo insieme da 36 anni e i conflitti tra noi sono nati per esperienze negative che il ragazzo ha avuto nella scuola,insegnanti incompetenti e privi di empatia e della minima nozione di pedagogia e consapevolezza di seè stessi ! La questione diventa impegnativa e non voglio dilungarmi oltre! Al momento posso solo confidare che tutto andrà nel verso giusto,perchè mio figlio è un ragazzo oltre che bello ma questo è irrilevante ,intelligente ma spratutto sensibile e per niente vuoto o superficiale!Forse ha ragione mio marito?

    • giovedì 5 dicembre 2013 alle 10:42

      Ciao Maria,
      grazie per la condivisione. Tuo marito ha ragione su cosa? Mi spiace che ci siano dei conflitti e sei sicura che i conflitti siano generati dall’incompetenza degli insegnanti? O magari è solo la famosa goccia che fa traboccare il vaso?
      Confido anche io che prima o poi troverà la sua strada…o qualcuno sceglierà una strada per lui…

  8. giovedì 6 novembre 2014 alle 15:59
    Maria

    Il coaching per il ruolo genitoriale non può rivelarsi un’intrusione alla cultura e alla tradizione di una famiglia?
    mi spiego meglio: adottare un metodo educativo standardizzato può significare la perdita di alcuni elmenti distintivi di una famiglia?

    • venerdì 7 novembre 2014 alle 16:24

      Ciao Maria,

      sono d’accordo. Infatti in coaching non dovrebbe sostituirsi al ruolo della famiglia, ne entrarne, come oggi purtroppo va di moda. MA essere uno strumento che il genitore può usare per fare meglio il suo vero e unico mestiere: il genitore! Non l’allenatore, non l’amico, non il coach. E il coaching sicuramente è una innovazione non standardizzata ma che si adatta alle esigenze, della famiglia e del ragazzo.

  9. lunedì 21 dicembre 2015 alle 9:21

    Ha fi gie apa

  10. lunedì 21 dicembre 2015 alle 9:22

    Ha fi gie apa

    Ygpp

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