Benvenuto nel mondo del coaching
e dello sviluppo personale!

Crescere e migliorarsi rappresenta uno dei bisogni superiori che tutti noi sentiamo la necessità di soddisfare.

La nostra missione è aiutarti a farlo offrendoti i migliori strumenti e metodologie oggi disponibili.
Programmi relativi a comunicazione, leadership, vendita, motivazione, autostima e eccellenza,
benessere e salute, ipnosi, coaching,
tecniche di memoria e lettura rapida,
PNL (Programmazione Neuro Linguistica), e molto altro.
Da noi troverai energia, esperienza, competenza e professionalità, ma soprattutto, ciò che ci contraddistingue da sempre: la nostra passione.

Crediamo nel valore umano e nelle sue immense risorse e quindi… crediamo in te!

Le immagini zen che aiutano campioni come la Kostner e Zoeggeler a vincere!

Scritto da Giuseppe Montanari il 21 febbraio 2014, in Coaching, Eccellenza, Motivazione
Le immagini zen che aiutano campioni  come la Kostner e Zoeggeler a vincere

«Cosa mi ha colpito delle Olimpiadi di Sochi? Da mental coach che lavora con i campioni mi ha affascinato l’atteggiamento vincente di Carolina Kostner e Armin Zoeggeler..!!»

Livio Sgarbi – in questi anni al seguito di molti atleti dello sport (dai tennisti Fabio Fognini e Simone Bolelli, fino a Carlo Ancelotti, Francesca Piccinini e tanti altri) – analizza l’approccio mentale di questi due grandi campioni che, con le loro medaglie, hanno dato notevole lustro ai colori italiani. Entrambi hanno vinto un bronzo di grandissimo prestigio: la Kostner nel pattinaggio artistico, l’atleta dell’Alto Adige nello slittino.

«Ci sono campioni a cui i ragazzi dovrebbero ispirarsi. Specialmente quelli longevi, che sanno gestire bene il loro talento durante gli anni. Ho letto con soddisfazione – spiega Sgarbi – che l’altoatesino Zoeggeler si è massacrato di pesi in palestra fino a poco prima della gara. Un campione non lascia nulla di intentato nel cammino verso il podio. Così come la Kostner, che ha dichiarato di aver scalato una montagna».

 

Quanto contano le immagini mentali che un atleta produce con l’idea di perfezionare le sue strategie?

«Moltissimo. Tornando alla Kostner, ciò che lei ha dichiarato nelle interviste del dopogara ricorda molto un tipo di tecnica che si utilizza nella preparazione mentale. L’immagine passata che Carolina aveva di se stessa era quella della “Signorina sedere per terra”. I suoi denigratori gliel’avevano appioppata facendo riferimento alle celebri cadute in alcune gare olimpiche, come a Torino e a Vancouver. Lei è stata brava a sostituire la vecchia immagine con una nuova, quella della montagna. Ho sentito le sue parole quando diceva: ho lavorato sul coraggio di fare gli ultimi passi per arrivare in cima. Erano i più difficili, ma la vista che si gode da lassù è la più bella di tutte. Ecco, questo è ciò che distingue un bravo atleta da un campione. Il campione trova dentro di sé quel coraggio per fare gli ultimi passi».

 

Possiamo dire allora che l’immagine di Zoeggeler era quella del campione non più giovanissimo che sfida la sua età per conquistare nuovi record?

«Zoeggeler ha compiuto una grande impresa! Un campione che sa prepararsi con questa meticolosità è destinato a una longevità agonistica. Per esperienza non credo che gli atleti di quell’età siano motivati dal misurarsi con i più giovani. Piuttosto si confrontano con loro stessi, con la loro competitività. Diventa fondamentale come ti sei gestito durante la carriera.»

 

È normale che a un certo punto le pressioni e i sacrifici si facciano sentire?

«La Kostner ha detto che probabilmente smetterà con l’agonismo a questi livelli. Zoeggeler stesso ha confessato dopo la vittoria che non sentiva la moglie da due giorni e che negli ultimi tempi aveva parlato più con la sua slitta che con lei. Dunque è normale rallentare dopo aver conquistato dei traguardi così spettacolari. Ma una cosa che ho notato lavorando con i campioni è che loro stessi sono consapevoli dei grandi sacrifici, del fatto di dover trascurare la famiglia. Sanno bene che è un prezzo da pagare perché non esiste al mondo un lavoro più bello di quello dell’atleta. In fondo – al netto di tutte le enormi fatiche – sono dei privilegiati perché si guadagnano da vivere facendo ciò che piace loro di più al mondo».

 

Qual è la chiave per trovare la giusta dimensione vincente?

«Non esiste una ricetta unica per tutti. Potremmo dire che ognuno ha una sua propria “area zen” dove si sente rinascere e dove le energie e i sacrifici si trasformano in grazia, leggerezza, serenità. E poi ci sono le strategie pre-gara che aiutano a entrare nella prova saltando la tensione maggiore, che è quella che senti poco prima di entrare in scena. La Kostner ascolta i Negramaro in cuffia, si isola e poi si “catapulta” direttamente sul ghiaccio. Zoeggeler pare si immerga nell’immagine delle montagne che circondano casa sua. Anche quella di abitare in una minuscola frazione di un paesino è una scelta non casuale. Quella pace è il suo centro benessere privato. E grazie a quella pace ha potuto sfruttare, come diceva una vecchia pubblicità, la forza dei nervi distesi».

 

Intervista a cura dell’ufficio stampa Ekis

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*


È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

EKIS Srl - Via Cadoppi, 4 - 42124 Reggio Emilia - Tel. 0522.337.611 - Fax 0522.334.345 - www.ekis.it - info@ekis.it
Partita Iva 01882890351 - N. Reg. Impr. 13363/2000 - CCIAA 231797 RE