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E … se essere felici fosse meglio???

Scritto da Claudia Faccio il 19 aprile 2012, in Le Credenze potenzianti: io posso, voglio e ottengo
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Ciao e benvenuti al nostro primo appuntamento della rubrica “Le Credenze potenzianti; io posso, voglio e ottengo”.

Un titolo che è diventato il mio personale mantra nella vita di tutti i giorni.

Sì perché anch’io, come molte altre persone, passavo la vita in balìa degli eventi… eventi generalmente voluti da altri che mi facevano stare male, molto male o anche solo a disagio, ma questo accadeva prima…

Prima di cosa?

Prima che decidessi di riprendermi la vita e, come spesso mi ripeto, di farla diventare il capolavoro che merita di essere!

La vita di ognuno di noi merita di essere un capolavoro semplicemente perché lo è!

Subire stati d’animo poveri e depotenzianti, questa è una situazione anomala, non il contrario!

Tutte le esperienze che viviamo sono direttamente correlate a ciò in cui crediamo.

Noi abbiamo delle aspettative, delle convinzioni e delle credenze su tutto ciò che costituisce la realtà.

La realtà oggettiva che ognuno di noi vive viene “adattata” alla nostra realtà interna attraverso potenti “filtri” e così modifichiamo la percezione del mondo che ci circonda.

Viviamo insomma una realtà interattiva, modificando contenuti e significati della realtà oggettiva, ma com’è possibile che ciò avvenga?

Semplicemente perché modifichiamo la nostra percezione del mondo cambiando ciò che accade nella nostra mente, mentre lo osserviamo, e per farlo utilizziamo i nostri pensieri, le nostre emozioni e le nostre convinzioni/credenze.

Le nostre credenze sono ciò in cui crediamo, sono un filtro percettivo, il più potente.

Tutte le esperienze che viviamo sono strettamente legate a ciò in cui crediamo, alle nostre credenze appunto.

Ecco la buona notizia: migliorare la nostra vita per mezzo di una percezione potenziante della realtà è possibile!

Richiede solo un semplice ma preciso mutamento nell’utilizzo delle nostre credenze; farle diventare uno dei nostri migliori alleati.

Se non ci piace avere un ruolo di vittime passive di una realtà nella quale le cose semplicemente “succedono” non ci resta che passare al posto di guida della nostra vita.

La chiave per realizzare i nostri sogni più belli nella nostra realtà è davvero a portata di mano.

Vi siete mai chiesti…..

  • “Che cosa sono veramente destinato a fare nella vita?”
  • “Qual è la mia mission?”
  • “Come posso fare a prendermi il meglio da ogni situazione?”

Credo fortemente che trovare la risposta a queste domande ci renda gli architetti della nostra vita e ci renda inoltre capaci di farne il nostro capolavoro, irripetibile ed unico proprio perché solo nostro, senza il peso di credenze depotenzianti, senza vivere la vita di altre persone seguendo schemi non adatti a noi ma che rappresentano ormai purtroppo la nostra zona di comfort, la nostra zona di tranquillità, perché sono regole già stabilite da ALTRI prima di noi e noi non dobbiamo fare altro che ADEGUARCI ad esse anche se non ci fanno stare per niente bene!!!

Una credenza è limitante solo se ci fa stare male, se ci provoca infelicità o ci impedisce di seguire i desideri del nostro cuore.

Scopriamo allora quali sono le nostre credenze depotenzianti e semplicemente trasformiamole in credenze potenzianti e il gioco è fatto!

La maggior parte delle persone non vive il “qui e ora”, il momento presente, pensano alle persone che incontreranno, alle cose che dovranno fare, alle cose che dovranno dire…pensano a tutto meno che al momento presente e non sanno che i “miracoli” accadono in ogni attimo basta sapersene accorgere, rimanere nel presente volendone ancora e ancora.

Come possiamo trattenere la felicità, la gioia, la gratitudine, la serenità?

Per entrare in contatto stretto con la nostra essenza più profonda è bene cominciare a togliere gli strati di credenze depotenzianti che la nascondono alla nostra percezione.

Il primo passo è accettare come siamo in questo preciso momento, con gratitudine.

Se ti giudichi invece di accettarti vedrai solo il tuo giudizio e non la realtà dei fatti.

Esamina attentamente e profondamente le tue emozioni e le tue credenze.

Pensa a qualcosa che vorresti ottenere, fare o essere e che non sei ancora riuscito ad ottenere.

Come ti senti a riguardo?

Per farti le domande esatte è fondamentale la volontà di stare bene, bene davvero bene, la corretta gestione del tuo dialogo interno e una nitida consapevolezza che i cambiamenti in generale, quindi anche i cambiamenti positivi, portano inevitabilmente ad uscire dalla propria zona di comfort.

Se ad esempio la percezione della tua realtà attraverso il filtro di una credenza depotenziante ti fa dire: “C’è la crisi, è un brutto momento per l’economia, non riuscirò mai ad incrementare il mio reddito, dovrò fare delle rinunce…

Guarda come magicamente le tue emozioni cambiano usando il filtro delle credenze potenzianti… “Questo è proprio il momento per sfruttare a mio vantaggio la crisi economica, io posso e voglio incrementare il mio reddito, posso e voglio trovare nuove strade per fornire un servizio migliore ai miei clienti, per fare sempre meglio il mio lavoro, mentre gli altri stanno fermi a lamentarsi, io mi merito il successo che arriva perché  mi merito il meglio!

Bene!

Le affermazioni positive sono un potente mezzo per ottenere ciò che desideriamo, ma da sole non bastano, mettiamo in movimento soprattutto le nostre emozioni, sono quelle che ci danno la certezza che ciò che vogliamo sta arrivando.

Impariamo a cambiare la nostra percezione del mondo e la nostra realtà sarà straordinariamente appagante e piena di meraviglie, piccole e grandi meraviglie quotidiane delle quali essere grati ed il gioco è fatto!!!! Positività attrae positività ed è magico notare come tutto proceda esponenzialmente bene.

A questo punto possiamo iniziare a prendere in considerazione COME fare con i mezzi che già abbiamo a disposizione e di questo parleremo al nostro prossimo appuntamento.

Grazie per il tempo che mi avete dedicato.

A prestissimo.

18 commenti a:
E … se essere felici fosse meglio???

  1. giovedì 26 aprile 2012 alle 9:00
    federico

    “io voglio, posso e ottengo” è un ottimo mantra che tutti noi, dovremmo utilizzarlo in ogni momento delle nostre giornate, in mezzo alla frenesia e l’incertezza che sembra dilagare in questi periodi all’apparenza cosi complicati e difficili. dire che questo articolo ha fatto centro, è dire poco!!! ottima scrittura e soprattutto ottimo consiglio per dare una svolta e prendere in mano le redini della nostra vita. Complimenti per l’articolo, attendo con ansia il prossimo.

    • giovedì 26 aprile 2012 alle 17:10
      Claudia

      Grazie Federico, bello bello il tuo commento! Fa venir voglia di scrivere subito il secondo articolo!!! E’ una gran cosa condividere pensieri, emozioni e scrivendole a tante persone poi….e pensare che fino a qualche tempo fa’ mi sembrava impossibile ;)

  2. giovedì 26 aprile 2012 alle 19:36
    Marilù

    solo una parola: grazie.
    Nonostante sembrino regole facili da seguire, spesso mi dimentico della loro esistenza e capacità di cambiare la prospettiva.
    Vivere il qui e ora in modo potenziante e diventare architetto della mia vita…
    Mi ricorda un video. Era la storia del sogno di un grande costruttore di auto e io, in balia di tanta emozione, ho cercato riparo in una lacrima. Poi è arrivata una cara, cara amica….e la storia continua…
    Grazie Claudia.

    • giovedì 26 aprile 2012 alle 20:19
      Claudia

      …e la storia continua…ora però il “riparo” sarà in un sorriso, una piccola grande meraviglia a portata di mano in ogni momento, pensando che c’è sempre una mano pronta a stringere la tua caso mai ti “dimenticassi” di essere felice:) Grazie Marilù, grazie del tuo bellissimo commento e…alla prossima.

  3. venerdì 27 aprile 2012 alle 8:46
    Valeria

    “Se ti giudichi invece di accettarti vedrai solo il tuo giudizio e non la realtà dei fatti”
    Ti giuro che questa frase ha avuto un effetto rassicurante e liberatorio non appena l’ho letta.
    Quanto tempo passiamo effettivamente a fare cosi!
    Usero’ anche questo come mantra! Grazie!

    • venerdì 27 aprile 2012 alle 9:16
      Claudia

      Grazie Valeria, mi piace tanto il tuo commento!!! e poi…”rassicurante” e “liberatorio” sono aggettivi che fanno stare subito bene anche me quindi…doppio grazie!!! alla prossima….

  4. venerdì 27 aprile 2012 alle 10:06
    Diana

    “Positività attrae positività ed è magico notare come tutto proceda esponenzialmente bene.”
    E’ vero!!Facciamo muovere la positività!
    Bellissimo articolo!
    Brava!

    • venerdì 27 aprile 2012 alle 10:19
      Claudia

      Siiii!!!! dai dai dai facciamola girare stà positività!!!! Grazie Diana, grazie per la tua grande e bella energia (sempre contagiosa ;) !!!! alla prossimaaaaaa

  5. venerdì 27 aprile 2012 alle 21:04
    dayana

    invece io sono a pezzi,lavoro y lavoro con le affermazioni e ogni giorno e peggio di quello precedente..

    • venerdì 27 aprile 2012 alle 21:46
      Claudia

      Ti capisco, all’inizio proprio a causa delle nostre Credenze depotenzianti, capita di fare fatica ed è normale. Ti sei chiesta quali sono le tue credenze? Le affermazioni positive devono accompagnarsi alle emozioni positive. Nel prossimo articolo ti parlerò del dialogo interno e vedrai che si apriranno nuovi emozionanti scenari. A presto Dayana e grazie.

  6. domenica 29 aprile 2012 alle 8:59

    Molto bello, grazie.
    Girerò a molte persone questo articolo.
    tocchi e approfondisci delle linee guida del mio lavoro di personal coach.
    Guarda l’inizio del film “Le regole della casa del sidro”,contiene un messaggio fortissimo sulla “stranezza” di che è felice
    Grazie
    Andrea

    • domenica 29 aprile 2012 alle 19:21
      Claudia

      Grazzzzzie a te Andrea!!! emozionante il tuo commento, mi cerco subito il film e lo rivedo stando ben attenta all’inizio…
      A presto e ancora un bel grazie di cuore!!!

  7. mercoledì 2 maggio 2012 alle 11:55
    Francesca

    E’ molto interessante leggere ciò che ha colpito di più le singole persone. Credo che la diversità sta nel momento in cui uno si trova nel suo “cammino”. Io per esempio sono stufa della “zona di comfort” perché non è un ancora di salvezza ma una vera e propria “zavorra”! Ora che ho qualche progetto in mente e grazie al tempismo del tuo meraviglioso articolo, “passerò al posto di guida” perché la vita “è qui ed ora”. Complimenti complimenti complimenti ! Del resto, ci si poteva solo aspettare un bellissimo stile da chi di stile se ne intende!! un abbraccio. F

    • mercoledì 2 maggio 2012 alle 16:17
      Claudia

      Francesca, è proprio vero, hai ragionissima, la zona di comfort è spesso la zavorra che ci trasciniamo, non ci sfida, non ci espone, apparentemente ci protegge…apparentemente… ma allo stesso tempo ci impedisce di volare e di crescere. Temo che ringraziarti sia poco, ma ho imparato che la parola “grazie” ha un significato immensamente bello, profondo, dunque grazie!!! Un abbraccio. Cl

  8. domenica 6 maggio 2012 alle 11:04
    Roberto Ingraito

    Ricordo serate di Sabato con Te e Francesca.
    Il ”brutto anatroccolo” (passami il termine senza riferimenti estetici ovviamente) sembrava sofferente e incerto. Ora è un cigno che sta indicando a noi, rimasti ancora oggi un po’ ”brutti anatroccoli” come trasformarci o quantomeno come stare meglio con noi stessi. Grazie. Proveremo a seguirTi, ognuno coi suoi tempi e la Sua sensibilità su questo percorso. Ciao Il Topo Bob

    • domenica 6 maggio 2012 alle 16:57
      Claudia

      Che bella metafora Bob! Davvero! Conosco bene la tua grande sensibilità e la tua visione così profonda dei fatti della vita e per questo ti ringrazio doppiamente per aver voluto commentare il mio articolo. Penso che la congruenza tra “dire” e “fare” faccia sempre la differenza. Io ho avuto la fortuna di incontrare persone preziose nella vita, che mi hanno insegnato la congruenza appunto…e il coraggio di saper cambiare…(conosci qualcuno? ;) ) è tutto “work in progres” ci si aiuta l’un l’altro…passandoci la borraccia nelle salite! Grazie Topo Bob

  9. Pingback: Coaching e non è mai troppo tardi! | Ekis Coaching

  10. lunedì 8 luglio 2013 alle 22:27
    jessi

    salve,
    stavo cercando di informarmi meglio su di voi ma, nel sito,
    non trovo alcun riferimento ai vostri titoli di studio o, se vogliamo considerarli poco importanti, quantomeno unabiografia personale delle persone coinvolte nel progetto.
    Sostenete che una comunicazione di qualità è importante per far “correre i progetti” ma, leggendo qua e la il sito, la vostra comunicazione fa pensare più ai santoni che a professionisti.
    Motivare le persone necessita di una grande conoscenza di queste: antropologia, psicologia, sociologia…
    Ecco perché mi arrivate solo come “santoni” dell’ultima ora che vendono sassi passando il tempo a convincere si tratti di oro

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