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Come evitare la trappola del giudizio con la sfida del Life Coaching

Scritto da Francesco Fornaro il 1 agosto 2012, in Life Coach
Strategie di Life Coaching per liberarti

Probabilmente anche tu hai sentito spesso parlare di Life Coaching e, se ti sei documentato da fonti attendibili, saprai che si tratta di un percorso che aiuta gli individui a raggiungere gli obiettivi e ottimizzare i risultati in ambito personale. Generalmente, il coach a cui ti affidi ha il compito di aiutarti a definire correttamente ciò che intendi realizzare, guidarti nello scoprire che cosa ti motiva e fornirti strumenti per arrivare proprio dove hai stabilito la tua destinazione.

Oggi vorrei proporti un’altra chiave di lettura di questa componente dell’allenamento mentale, frutto di un’idea che in me si forma e si rinforza a mano a mano che lavoro con persone che hanno sogni, desideri, progetti più o meno ambiziosi e noto con quanto impegno, dedizione e amore ci si dedicano.

Ti sarà capitato spesso di sentire te stesso (o qualcuno a te vicino) affermare concetti come “oggi mi è capitata una cosa stupenda”. Oppure, dall’altro lato della strada, frasi come “questa proprio non ci voleva, che disastro!”

Tutti noi siamo spontaneamente portati a dare giudizi agli eventi che sperimentiamo, soddisfacendo il nostro bisogno di empatia verso noi stessi o verso le altre persone tramite un meccanismo di immedesimazione. Per citare un esempio efficace, le pubblicità che utilizzano la leva sul dolore conoscono benissimo questo meccanismo, e tentano di farti percepire (spesso riuscendoci) la sofferenza che altri provano anche quando tu non c’entri assolutamente niente con la loro condizione. Perché se così accade, allora anche tu – che tecnicamente non avresti proprio motivo di essere chiamato in causa – sei spinto all’azione e fai qualcosa per migliorare una situazione su cui non hai finora avuto effetto e di cui non hai colpe. Se mancasse il coinvolgimento emotivo e l’empatia di cui sopra, non ci sarebbe ragione valida perché tu possa sentire l’impulso ad intervenire. E’ un po’ crudo, ma è esattamente ciò che accade ogni giorno.

Così, ti assoggetti ad una vera e propria manipolazione, in quanto questo processo incide sui tuoi comportamenti guidandoli in direzioni scelte da altri. Non entro nel merito, ma sottolineo l’efficacia del meccanismo e perché funziona.

Ho voluto citarti l’esempio della pubblicità (abilissima, similmente, anche a creare bisogni che in realtà non hai) sia perché sono tendenzialmente molto critico verso l’argomento sia soprattutto perché è un ottimo modo per farti toccare con mano proprio quel concetto di “essere manipolato”.

Ora, però, fermati un attimo a riflettere su questo punto.

Quante volte il giudizio che esprimi riguardo un evento che ti coinvolge riesce a modificare il tuo modo di agire?

Quante volte un “voto” che dai alla tua vita influenza ciò che farai in futuro?

In sostanza, quante volte – senza rendertene conto – manipoli te stesso?

A meno che tu non abbia seguito e applicato alcuni principi che nel Life Coaching devono essere inclusi e spiegati nel dettaglio, allora probabilmente il tuo umore, il “come ti senti oggi”, il livello di energia che ti pervade, dipenderà da che cosa ti sta capitando, da quali sono gli eventi sia globali (l’economia, la politica, lo stato di forma generale della nostra società) sia più personali (la salute, le relazioni, le finanze, il lavoro) che ti coinvolgono, non è così?

Tutti noi, in modi più o meno evidenti, siamo influenzati da ciò che viviamo. Logicamente, se ci capita qualcosa di “bello”, e questa parola ti prego di “virgolettarla” anche nella tua testa, sarà più facile e naturale sentirci bene, energici, ottimisti nei confronti del futuro. Addirittura, ti sarà capitato che qualcosa a cui tenevi ti andasse inaspettatamente benissimo e così tu, appena preso coscienza di questo, hai cominciato a pensare che un altro progetto che avevi sarebbe andato altrettanto bene, anche se tra i due contesti non c’era nessuna attinenza.

A tutti capita così… sì, a tutti quelli che amano fallire! :)

Pensaci un momento: ha senso che i tuoi progetti, i tuoi sogni, ciò che speri accada nella tua vita, debba dipendere da altri fattori, addirittura da alcuni che non ti riguardano? A me piace molto pensare che siamo noi a determinare i nostri risultati. Io non riesco proprio a concepire che una vita debba essere determinata, addirittura anche nei suoi aspetti principali come qualcuno crede, dal caso, dal destino o da chissà quale altre forza invisibile al di fuori del nostro controllo.

E più di ogni altra cosa, vorrei che riflettessi su questo concetto: ostinarsi a giudicare ciò che viviamo, oltre ad essere una pessima abitudine, è anche assurdo, perché nessuno può sapere che ciò che oggi giudichi ingiusto, immeritato, brutto, crudele, sbagliato… non possa essere rivisto tra qualche tempo con altri occhi e percepito in modo completamente diverso.

Gli eventi, nella vita, esistono e basta. Non sono né buoni né cattivi, né belli né brutti, né giusti né sbagliati. Ciò non significa essere passivi nei confronti di ciò che non ti piace, ma anzi vuole essere un incentivo affinché tu possa reagire efficacemente a ciò che non vuoi o non ti piace mentre fai del tuo meglio per andare verso la direzione che hai scelto, senza però permettere al passato di manipolarti in senso negativo e limitare le tue risorse.

Vorrei darti alcuni strumenti pratici per uscire dalla trappola del giudizio e lanciarti contemporaneamente una sfida che credo troverai stuzzicante.

La prossima volta che ti ritrovi a pensare ad un fatto che ti vede protagonista e ad applicargli un’etichetta che sappia di giudizio, fai così:

  1. Scrivi su un foglio l’evento in questione come se fossi un narratore che racconta una storia, privo di qualsiasi coinvolgimento emotivo;
  2. Scrivi sotto come questo evento ti fa sentire, che emozioni ti provoca oggi;
  3. Chiudi gli occhi e immagina di andare nel futuro, come se fosse già trascorso un anno da oggi;
  4. Analizza lo stesso evento da qui, tenendo conto del fatto che anche molte altre cose allora saranno cambiate, compreso te stesso… ;
  5. Concentrati particolarmente sugli aspetti positivi che quell’evento del passato ha portato, elencali mentalmente uno per uno, studia quante porte si sono aperte grazie a quell’evento e quali opportunità racchiudono;
  6. Nota come ti senti ora :) ;
  7. Apri gli occhi e scrivi ciò che hai imparato riguardo quell’evento da questo nuovo punto di vista;
  8. Ripeti il procedimento dal punto 3 al punto 7 immaginando prima un futuro tra 5 anni e poi uno tra 10.

La sfida che ti propongo in qualità di Life Coach è quella di far diventare questo schema un’abitudine irrinunciabile. Non ti dico che sarà semplice ricordarti che devi farlo e ancora di più metterlo in pratica, ma ti assicuro che questo modo di affrontare le cose ti migliora, ti fa stare meglio, allarga la tua percezione del mondo e ti permette di assumere decisioni migliori.

Dopo un po’ di pratica imparerai a dare agli eventi non il significato che credevi dovessero avere per forza o che altri pensano che dovrebbero avere, ma quello che ti occorre per crescere, migliorare e muoverti con decisione verso il tuo successo personale e la felicità.

Tutto ciò è incredibilmente prezioso pur essendo gratis, si tratta solo di una scelta che devi decidere di fare ora.

Buon lavoro e a presto.

2 commenti a:
Come evitare la trappola del giudizio con la sfida del Life Coaching

  1. mercoledì 15 agosto 2012 alle 21:06
    Giuliana Bonanno

    Non posso certamente dire che la cosa non sia interessante pertanto vorrei approfondire la conoscenza

  2. mercoledì 15 agosto 2012 alle 21:08
    Giuliana Bonanno

    Vorrei saperne di piu’ .l’argomento e’ molto interessante

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