Benvenuto nel mondo del coaching
e dello sviluppo personale!

Crescere e migliorarsi rappresenta uno dei bisogni superiori che tutti noi sentiamo la necessità di soddisfare.

La nostra missione è aiutarti a farlo offrendoti i migliori strumenti e metodologie oggi disponibili.
Programmi relativi a comunicazione, leadership, vendita, motivazione, autostima e eccellenza,
benessere e salute, ipnosi, coaching,
tecniche di memoria e lettura rapida,
PNL (Programmazione Neuro Linguistica), e molto altro.
Da noi troverai energia, esperienza, competenza e professionalità, ma soprattutto, ciò che ci contraddistingue da sempre: la nostra passione.

Crediamo nel valore umano e nelle sue immense risorse e quindi… crediamo in te!

Un Life Coach dietro le sbarre

Scritto da Giuseppe Sammarco il 12 settembre 2012, in Life Coach
Un life Coach dietro alle sbarre

Cari amici, grazie al mio lavoro da Life Coach, ho concluso da poco un’esperienza unica che mi ha arricchito internamente come nessun libro avrebbe potuto, e la voglio condividere con Voi.

Essere life coach ti porta a indurre le persone in una introspezione, una presa di consapevolezza ed a fissare obiettivi chiari e raggiungibili sulla base delle risorse che ognuno ha a disposizione dentro se stesso.

Ma se entri in un carcere e ti trovi di fronte una quindicina di detenuti, provenienti da vari paesi del mondo, con culture diverse e che al primo incontro li senti bisbigliare tra di loro e dirsi, ancora prima di iniziare “cosa siamo venuti a fare qui, noi che di speranze non ne abbiamo, noi che… la libertà non sappiamo cosa sia, noi che viviamo in uno zoo, noi che gli spazi sono stretti e non ce li possiamo scegliere”.

Il progetto “Benefiche evasioni” è stato ideato proprio per dare un senso alle giornate… senza senso e speranza ed a ritrovare dentro di ognuno quella parte recondita che può ancora affiorare anche nella solitudine e nella disperazione, attraverso attività sportive, musicali, di intrattenimento, di benessere mentale.

L’idea di base era quella di sviluppare un percorso di consapevolezza e presa di coscienza della situazione reale e di come alcune scelte si sono rivelate in dissonanza con un percorso di vita più idoneo rispetto all’attuale e per acquisire una capacità di decisione in funzione di un nuovo stato desiderato.

Mi sono occupato del percorso di life coaching dove abbiamo affrontato tematiche di vario genere su come il linguaggio influenza la mente, la gestione dello stato d’animo anche in situazioni di stress, la fisiologia, i principi guida che generano i comportamenti, la consapevolezza di sé, positività e negatività delle situazioni, le convinzioni limitanti, buone e cattive abitudini, il fallimento ed il successo, il carisma, il potere, l’autorità e l’autorevolezza, i bisogni ed i valori negativi e positivi, il piacere, il dolore e la motivazioni, le regole.

Ho raccolto frasi, sguardi, sensazioni, energia da parte di PERSONE che nei loro errori e nella conseguenza di essi, hanno ritrovato in qualche modo l’io interiore e il dialogo interno.

Non lo so se per loro sono stato un bravo life coach, certo è che nei 5 incontri nessuno è mai mancato e tutti si sono aperti ed hanno condiviso anche le cose più intime, quelle che forse fanno fatica anche a dire a se stessi.

All’inizio quasi tutti mi parlavano di malinconia, depressione, rabbia, vendetta, ansia, solitudine, ho utilizzato tutte le tecniche che il Master in Coaching mi ha insegnato per entrare in rapport, ricalcare e poi passare alla guida verso un nuovo sentiero spostando la visuale dallo specchietto retrovisore ed andando verso ciò che è possibile essere.

È stato un lavoro molto difficile e soprattutto molto delicato perché quando entri nell’amor proprio e nelle convinzioni radicate su ciò che è bene e ciò che è male, affronti un campo minato e quindi in alcuni momenti mi sono spostato dalla guida sedendomi a fianco di qualcuno di loro che guidava e mi riportava nel sentiero, per poi riprendere io stesso la guida con una nuova consapevolezza.

Ci sono frasi che rimarranno scolpite nella mia mente e saranno come tatuaggi invisibili all’esterno e immediatamente riconoscibili ogni qualvolta dovrò affrontare situazioni in cui il coraggio deve far posto alla paura e dove la determinazione ad agire in maniera continua e costante per raggiungere un obiettivo deve diventare il moto perpetuo.

Ad ogni incontro mi sono reso conto di essere entrato in un contesto per essere un coach e di diventare poi un tutt’uno con una coaching collettiva dove ogni persona diventava coach di se stesso ed io ne ero soltanto la guida che metteva insieme e riordinava ogni messaggio lanciato.

Frasi come: “Il giorno che incontrerai il DIAVOLO pensa a ciò a cui di più tieni e lui scomparirà da solo” penso non abbiano bisogno di commenti.

Oppure “È la sofferenza che ti fa ritrovare il dialogo con te stesso”, o “quando sei padrone dei tuoi silenzi puoi conquistare il mondo”, o “ognuno di noi dentro di se’ ha un lupo buono ed uno cattivo e quello che nutri di più, sbrana l’altro”.

Quest’ultima è una storiella che sappiamo un po’ tutti e quando viene detta nei vari percorsi di formazione capiamo che il nostro linguaggio interno è ciò che determina le nostre azioni e che dà impulso nell’andare verso qualcosa o scappare via da qualcosa.

Questa frase detta dentro un Istituto penitenziario Vi assicuro che ha un effetto da pelle d’oca alta due metri.

Ci siamo anche divertiti (…) a prenderci un po’ in giro e ad immaginare situazioni di positività attraverso gli esercizi di rilassamento e di benessere mentale, le musiche che abbiamo ascoltato insieme e gli aneddoti che ci siamo raccontati.

Più passava il tempo e più i loro occhi emanavano luce e la ricerca del contatto umano che, dalla freddezza iniziale e distacco, è diventato, loro con me e tra di loro una continua fonte di energia che si percepiva in modo molto distinto sia pur all’interno di un’aula di 16 metri quadri all’interno della quale c’erano banchi e sedie di almeno 10 specie differenti.

Ho apprezzato anche la bellezza e l’intensità di fare formazione senza slide, lavagna a fogli mobili, pennarelli colorati, ecc.

Avevo con me solo il pc portatile (chiavetta usb bandita dal metal detector) ed un paio di casse per amplificare la musica.

Ora la domanda sorge spontanea.

Beppe, perché in un blog di coaching ci hai raccontato tutto questo….

Perché ho sempre diffidato di chi ti racconta le cose senza averle vissute, di chi ti vuol insegnare come educare i figli e di figli non ne ha mai avuto, di chi ti dà la retta via per conservare intatti i rapporti e le relazioni tra le persone all’interno di una famiglia e la famiglia non ce l’ha mai avuta, insomma di chi ti dice cosa devi fare e come ti devi comportare senza mai essere passato dall’esperienza di vita vissuta.

Un po’ come quelli che fanno gli allenatori senza mai aver praticato quello sport… o che si improvvisano grandi coach solo dopo aver letto un po’ di libri o partecipato a qualche corso, oppure diventano manager per grazia ricevuta non avendo mai guidato persone!

L’esperienza la devi vivere su di te, farti passare attraverso ed attraversarla al tempo stesso, capire dove c’è la luce e dove c’è il buio, dove ci sono gli ostacoli e dove ci sono i ponti che collegano, insomma

FAI QUELLO CHE DICI e non DIRE QUELLO CHE FAI

Nel percorso di Master in Coaching ho imparato che la CONGRUENZA è l’essenza del coaching ed una volta di più mi sono reso conto che le parole del nostro corpo e l’energia che mente, spirito e cuore emanano sono la nostra vera linfa vitale.

Alla prossima.

10 commenti a:
Un Life Coach dietro le sbarre

  1. mercoledì 12 settembre 2012 alle 11:15
    Paola

    Complimenti Beppe , hai vissuto un’esperienza di straordinaria importanza e ti ringrazio per aver condiviso alcuni tuoi “appunti”. Sono parole, le tue, che danno spessore a quella che è l’attività del Coach. Meravigliosa è la maturità e la semplicità con cui riporti frasi molto forti, che vanno dritte al cuore e segnano le menti. Grazie.

    • mercoledì 12 settembre 2012 alle 14:21

      Grazie mille del commento, Paola! E’ stata davvero un’esperienza unica e altamente emotiva.
      Il confronto sulle basi del modello di vita di ognuno di noi … si è rivelato estremamente formativo e di grande insegnamento.

      Auguro a noi coach di misurarsi con esperienze del genere. Valgono molto!

      Grazie ancora.

      Ciao, Beppe

  2. venerdì 14 settembre 2012 alle 22:05

    Mentre leggevo questo articolo mi è tornata alla mente la prima volta che sono stata in carcere, circa 15 anni fa, con un collega x conoscere delle persone con problemi di dipendenza per procedere con l’inserimento in comunità. Il gelo che ho sentito mi aveva così bloccata che non ero riuscita a fare neppure un colloquio…con il tempo sono poi riuscita a sciogliere il ghiaccio per incontrare le persone e ascoltare la loro storia, nonostante l’ambiente ostile. E sono cresciuta un pò…
    La tua esperienza mi ha scaldato il cuore, per come hai saputo porti e ho immaginato quanta energia hai trasmesso a quelle persone che vivono tanta rassegnazione e impotenza… Grazie!

  3. lunedì 17 settembre 2012 alle 6:40

    Grazie Lorena del bel commento. Sicuramente entrando in carcere avrai percepito il clima ed avvertito le sensazioni che dà una prigione!
    Sono sicuro di aver portato un pò di aria positiva e mi auguro possa essere servita a loro.

    Per me è stata una scelta molto importante.

    Ciao Beppe

  4. lunedì 17 settembre 2012 alle 7:59
    Silvia Tomba

    Grande coach!!!!! sono arrivata lunga questa settimana (sono un pò giustificata!) ma questo articolo è davvero meraviglioso!!!!!…da pelle d’oca…come la strada che stai percorrendo ora nella tua vita! in bocca al lupo per i tuoi futuri successi!

  5. lunedì 17 settembre 2012 alle 10:10

    Grazie Silvia, la tua è sempre una carica di energia positiva di cui noi tutti abbiamo bisogno!

    Vita da pelle d’oca?
    Beh sono le emozioni che fanno venire la pelle d’oca e quindi EMOZIONIAMOCI! :-) .

    Ciao un abbraccio.
    Beppe

  6. martedì 25 settembre 2012 alle 7:58
    Fra

    Grazie Beppe.
    E’ meraviglioso poter vedere che temi così importanti vengono portati a chi di possibilità (di spesa, tempo, libertà, conoscenza) ne ha poche, a persone più svantaggiate di altre per mille motivi.
    Penso che sia questo il modo di misurare la civiltà di una società: da come tratta “gli ultimi”. Ci sono mille motivi per divcentare “ultimi”…ma se c’è la volontà di risalire dal fondo, è necessario sostenere queste persone..che contribuiranno a rendere ancora più ricca di persone splendide la nostra società. Credo che chi ha vissuto disagio e ne sia uscito, poi possa contribuire forse cento volte di più di chi non c’è passato. Ha una visione e un’esperienza preziosa…che però spesso ha bisogno di essere indirizzata.
    Noi stiamo cercando di lavorare con una cooperativa soxiale che si occupa di reinserimento lavorativo di soggetti svantaggiati: tanti casi diversi..tante, tantissime situazioni. E le attività come la tua sarebbero oro. Se ci sono modi per estendere la tua esperienza o collaborare, io sono davvero interessata! Trovo fondi o sponsorizzazioni, tutto ciò che serve!
    Grazie Beppe perchè fai ciò che dici..e ciò in cui credi.
    Francesca

    • martedì 25 settembre 2012 alle 15:44

      Grazie dello splendido commento Francesca.
      La tua attività nel sociale ti fa onore proprio in un momento in cui la quotidianità conduce ad una filosofia che tende all’egoismo rispetto all’altruismo.
      Solo chi ha la capacità e la sensibilità di uscire dallo schema riesce a portare qualcosa di diverso, utile ed importante per fare qualche passo in avanti verso un mondo migliore.

      Per qualsiasi necessità ed anche per essere presente in qualche tuo progetto, contattami!

      Un abbraccio Beppe

  7. mercoledì 21 novembre 2012 alle 14:17
    claudia

    si risolvono parlando chiarsi le cose
    tra di loro
    Sono cose personali
    Claudia capellino

  8. Pingback: Il tuo disegno! Il Coaching per scoprirlo! | Ekis Coaching

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*


È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

EKIS Srl - Via Cadoppi, 4 - 42124 Reggio Emilia - Tel. 0522.337.611 - Fax 0522.334.345 - www.ekis.it - info@ekis.it
Partita Iva 01882890351 - N. Reg. Impr. 13363/2000 - CCIAA 231797 RE